Breve ricordo di un mitico chansonnier… Gilbert Bécaud anche con la canzone poesia… Et maintenant   Leave a comment

 

 

Oggi è l'anniversario della nascita

di quello che è considerato il più grande tra gli chansonnier

e che ha fatto cantare,

a partire dal dopoguerra, tutta la Francia .

 

 

Tolone 24.10.1927 – Parigi 18.12.2001

 

 

BREVISSIMA BIOGRAFIA

 

 

La sua carriera iniziò presto ma ebbe la svolta decisiva agli inizi degli anni 50 grazie alla collaborazione con la mitica Edith Piaf. 

Per le emozioni “elettrizzanti” che dava agli spettatori gli fu dato il soprannome,  dopo uno favoloso spettacolo all'Olimpia, di “monsieur 100.000 volts“.

 

 

 

 

 

 

Ha avuto una lunghissima carriera artistica densa di tantissimi successi e riconoscimenti, sia in Francia che in tutta Europa, come cantante certo… ma anche come attore cinematografico…

 

Nel 1974 gli fu assegnata l'onorificenza della Legion d'onore.

 

A Parigi ha visssuto nella sua casa galleggiante sulla Senna.

 

Si è sposato due volte ed ha avuto cinque figli.

 

La canzone che lo consacrò come un grandissimo artista è certamente “Et maintenant”  del 1961 ed è con essa che mi fa piacere ricordarlo.

 

 

 

 

 

 

 

ET MAINTENANT 
LA STORIA – IL SIGNIFICATO – IL TESTO E… L'ASCOLTO
 

 

 

Una canzone… una poesia… un mito…

 

Sublime poetica e musicale descrizione

del perdimento di sé per la fine di un grande amore.

 

 

 

 

 

 

STORIA DELLA CANZONE

 

La canzone è del 1961… autori Pierre Delanoë e Gilbert Bécaud.

E' stato (ed è ancora) uno dei più grandi successi della storia della musica leggera francese ed è stato interpretato tra gli altri, da Frank Sinatra e Judy Garland nella versione tradotta in inglese di What now my love… ed in italiano soprattutto da Battiato con il testo tradotto da lui.

La passionalità e la durezza quasi drammatica di Becaud nell'interpretazione di Battiato è sostituita da quella malinconica dolcezza che caratterizza il pensiero direi anche filosofico… del nostro grande cantautore…

 

 

 

 

IL SIGNIFICATO

 

Sono magiche le parole disperate di quest'uomo, ormai solo in una Parigi che gli appare estranea.

Parole magiche che insieme alle note parlano ai nostri cuori…

Sente d'aver perso tutto perdendo il suo amore…e si chiede:

E adesso cosa farò?

Notti e giorni si susseguono ormai senza senso…

Gli è rimasto il mondo… tutto il mondo…

Ma tutto il mondo… è nulla senza di lei…

 

 

 

 

IL TESTO

ET MAINTENANT

Traduz. di… Franco Battiato…

 

 

 

 

E ADESSO

E adesso cosa farò
di tutto questo tempo cosa sarà la mia vita
e tutte queste persone che mi sono indifferenti
ora che sei partita.
Tutte queste notti, perchè per chi
e questo mattino che viene per niente
questo cuore che batte, per chi, perchè
e ora cosa farò
verso quale niente scivolerà la mia vita
e tutte queste persone che mi sono indifferenti
ora che sei partita.
Tutte queste notti, perchè per chi
e questo mattino che viene per niente
questo cuore che batte, per chi, perchè
che batte troppo forte, troppo forte.
e ora cosa farò
verso quale nulla scivolerà la mia vita
tu mi hai lasciato tutta la terra
ma la terra senza te è piccola.
Voi, amici miei, siate gentili
sapete bene che non si ci si può far nulla
anche Parigi muore di noia
tutte le strade mi uccidono
e ora cosa farò
riderò per non piangere
brucerò notti intere
al mattino ti odierò
e una sera nel mio specchio
vedrò la fine del mio cammino
non un fiore e non una lacrima
al momento dell’addio
non ho veramente più niente da fare
Non ho veramente più niente…

 

 

 

 

Ma ora ascoltiamola….

prima nella versione originale di Becaud…

 

 

 
 

 

 

 

e poi in quella di Battiato…

 

 

 

 

 

CIAO DA TONY KOSPAN…

 

 

 

 
 
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Buon W.E. in poesia.. Nome non ha di S. Aleramo – arte.. F. Vallotton – canzone.. Fragole infinite   Leave a comment

 

Félix Vallotton

 

 

 

 

 

 

 

Esistono molte cose nella vita che catturano lo sguardo,

ma solo poche catturano il cuore: segui quelle.

Winston Churchill

 

 

 

 

 

 

 

 
 

 

Félix Vallotton

 

 

NOME NON HA…

~ Sibilla Aleramo ~

 

Nome non ha,

amore non voglio chiamarlo

questo che provo per te,

non voglio tu irrida al cuor mio

com'altri a' miei canti,

ma, guarda,

se amore non è

pur vero è

che di tutto quanto al mondo vive

nulla m'importa come di te,

de' tuoi occhi, de' tuoi occhi

donde di rado mi sorridi,

della tua sorte che non m'affidi,

del bene che mi vuoi e non mi dici,

oh poco e povero sia,

ma nulla al mondo più caro m'è,

e anch'esso,

e anch'esso quel tuo bene

nome non ha.

 

 

 

Félix Vallotton

 

 

 

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by Tony Kospan

 

 

 

IL GRUPPO DEGLI ARTISTI
E DI CHI AMA L'ARTE
Ripped Note
 
 
 
 

Buonanotte con la bella minipoesia… Notturno… di J. R. Jimenez   Leave a comment

 

 

 

 

 

NOTTURNO

Juan Ramon Jimenez

 

Ti bacerò nel buio,

senza che il mio corpo tocchi

il tuo corpo.

Abbasserò le tende,

ché neanche la nebbia entri

dal cielo.

Ché nella morte assoluta

di tutto, esista solo,

nuovo mondo, il mio bacio.

 

 

 

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
by Tony Kospan
 
 
 
 
 
 
 

IL GRUPPO DEGLI ARTISTI

E DI CHI AMA L'ARTE

 

 

Mille lire al mese – Storica canzone (e film) del 1939 e l’atmosfera dell’epoca   Leave a comment

 
 

“Se potessi avere mille lire al mese”
cantava Umberto Melnati
nel film omonimo…
- Mille lire al mese – del 1939
 
 
 

 
 
 
 
 
 
MILLE LIRE AL MESE
ATMOSFERE E NOTE… D’UN TEMPO…
a cura di Tony Kospan
 
 
 
 
Alida Valli nel film
 
 

 

La canzone ebbe gran successo…
 
Successo che è poi proseguito
fino ai nostri giorni…

 
 
 
 
 
  
 
Oggi certo non ci bastano neanche lontanamente…
1000 lire al mese…
(poco di più di cinquanta centesimi attuali)
anzi non ci bastano affatto nemmeno 1000 euro al mese… A bocca aperta
ma in questi tempi di crisi con la disoccupazione che avanza
forse i  1000 euro sono tornati ad esser un sogno per molti.
 
 
 
 
 
 
Questa qui giù è l'ultima versione della banconota
di mille lire prima dell'avvento dell'euro..
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Ora alcune immagini di quel 1939
per assaporarne l'atmosfera…



 
 
 
 
 
 
 
 

 
 
 
 
 
Oggi questa canzone rimane simpatico e storico simbolo
dell’aspirazione… dell’italiano medio…
ad una vita di tranquillo… benessere…  
 
 
 
 
 

 

Ascoltiamola… ora qui nella versione originale
cantata da Natalino Otto potendo nel contempo
leggere il testo
 
 
 
  
 
 
 
Se si vuole… possiamo ascoltarla anche qui…
in questo video… dove vi sono
anche bellissime immagini di quel tempo…
e… della mitica… Mille Lire
  
 
 
 
 
 

Ciao da Tony Kospan



 

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Se devi amarmi – In questa poesia sublime… il vero amore… per Elisabeth Browning   Leave a comment

 
 
 
Nell’ambito della personale antologia delle poesie sublimi…
non può mancare questa che forse, ad una lettura frettolosa,
può nascondere il tesoro insito nei suoi versi.
 
 
 
 
 
Margaret Burne Jones –  Edward Burne Jones
 
 
 
 
 
SE DEVI AMARMI
ELIZABETH BROWNING
POESIA SUBLIME
 
 
 
 
 
 
 
 

 
 
 
QUALCHE PAROLA SULL'AUTRICE
 
 
 
Elisabeth Barret nacque in una ricca famiglia che però poi ebbe grossi problemi economici.
 
Ben presto iniziò a scrivere e pubblicare con successo poesie e traduzioni dal greco.
 
A 32 anni incappò in una grave malattia che le creò gravi difficoltà di deambulazione ma nello stesso periodo s'innamorò del poeta Robert Browning dopo una intensa corrispondenza.
 
 
 
 
 
Elizabeth Barrett Browning (1806 – 1861)
 
 
 
 
 
A causa dell'opposizione paterna lo sposò di nascosto e con lui scappò in Italia.
 
A circa 43 anni a sua salute migliorò e divenne madre di un bimbo.
 
Visse sempre a Firenze.

 

 

 

Firenze nell'800

 
 
 
 
 
Fu una sostenitrice del nostro Risorgimento ed in particolare di Camillo Benso di Cavour.
 
La sua opera più ampia è il lungo poema Aurora Leigh, del 1857, in cui esalta in modo poetico la necessità dell'emancipazione femminile.
 
Morì a 54 anni ed è sepolta nel Cimitero degli Inglesi.
 
 
 
 
 
LA POESIA SUBLIME
 
 
 


Tornando alla poesia essa non è che un inno sublime al suo amore per Robert.
 
 
Essa come sempre accade quando una poesia è sublime,
ci inoltra, con parole semplici ma precise e suggestive, 
in questo mondo assoluto e celeste in cui far viver il sentimento più bello che c’è…
 
 
 
 
 
 

Robert Browning

 

 

 

Il Vero Amore, ci dice Elizabeth,
non può esser legato a fattori esterni o concreti o a nostre comodità… o interessi…
ma si nutre di assoluta interiorità… al di là di ogni contingenza…
ed in tal modo esso potrà non aver mai fine…
 
 
 
 

 
 

 
E’ a parer mio una poesia che… fa volare…
Ma ora leggiamola…

Tony Kospan
 
 
 
 

 John William Waterhouse

 

 

SE DEVI AMARMI


Elizabeth Barrett Browning

 

 

Se devi amarmi,

per null’altro sia che per amore.

Mai non dire:

“L’amo per il sorriso, per lo sguardo,

la gentilezza del parlare,

il modo di pensare così conforme al mio,

che mi rese sereno un giorno”.

Queste son tutte cose che posson mutare.

Amore mio, in sé stesso o per te,

un amore così nato potrebbe poi morire.

E non amarmi per pietà di lacrime

che bagnino il mio volto.

Può scordare il pianto

chi ebbe a lungo il tuo conforto,

e perderti.

Soltanto per amore amami

per sempre e per l’eternità.

 


 

 

 

 

 

CIAO DA TONY KOSPAN

 

 

 

 

 

Pierino ed il lupo – Fantastica fiaba in musica (classica) – Trama… storia e… video…   1 comment

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Questa notissima opera musicale è una vera e propria

fiaba in musica”, così bella ed adatta ai bambini…

tanto da consigliare a Disney

di farne un film-cartoon… di successo.

Essa ci racconta la storia di un bimbo,

Pierino, che con l’aiuto di un uccellino…

cattura un temibile lupo…

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Ma l'ascolto della musica, bellissima,

è adatta a chiunque ami la grande musica.


Davvero originale poi è l'idea dell'autore

di collegare ogni personaggio ad un tema musicale,

affidato a sua volta ad un particolare strumento.


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Sergej Sergeevic Prokofiev  (Soncovka 23.4.1891 – Mosca 5.3.1953)



 

Leggiamo ora prima la favola – in breve –

ascoltando un brano musicale  in formato midi

e poi potremo vedere un ampio video

tratto dal film di Disney…

 

 

 

 ,
,
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LA FAVOLA
 
 
 

PIERINO E IL LUPO

Sergej Sergeevic Prokofiev

 

 

Musique  ... décoMusique  ... décoMusique  ... décoMusique  ... déco

 



La storia comincia nella capanna il cui Pierino vive con il nonno.

Il ragazzino sogna di catturare un feroce lupo che si aggira nella foresta, terrorizzando gli abitanti del villaggio, ma naturalmente il nonno glielo impedisce, cercando di spaventarlo.

Pierino però non si arrende e, approfittando che il nonno si è appisolato davanti al fuoco, esce di soppiatto nella neve, armato del suo fucile giocattolo.
Camminando circospetto, si imbatte in Sasha, un uccellino piuttosto intraprendente, che decide di accompagnarlo.
I due procedono, addentrandosi sempre più nella foresta, quando improvvisamente avvertono un rumore…sarà il lupo?
Per fortuna è solo Sonia, un’anatra un po’ svanita che subito decide di unirsi a loro nella battuta di caccia.
Avanzano in fila indiana nella neve che si fa sempre più alta e fitta e ogni ombra attorno si agita minacciosa, ma i tre compari proseguono coraggiosamente il loro cammino.
Mentre costeggiano un tetro canneto, l’erba alta ondeggia con un fruscio sospetto e improvvisamente quatto quatto appare…Ivan il gatto, che sta facendo la posta all’uccellino svolazzante!
Visto che gli amici gli impediscono di acchiapparlo per trasformarlo in un gustoso spuntino, decide anch’egli di seguirli alla ricerca del feroce lupo.
E improvvisamente…se lo trovano davanti, con le terribili fauci spalancate!!!!Sonia, svanita come sempre, non si accorge del pericolo e il lupo decide di farne la sua prima preda; la insegue nella neve fin sul lago ghiacciato e quando la poveretta si rifugia nel cavo di un albero…è subito raggiunta dal lupo famelico!
Sasha allora lo affronta infuriato per dargli una lezione e solo l’intervento tempestivo di Pierino e Ivan riesce a salvarlo dal fare la stessa fine della sua amichetta Sonia.
Ma adesso il lupo è proprio arrabbiato e punta deciso verso Pierino; per lui non c’è più scampo!Proprio quando ormai tutto sembra perduto, ecco dei colpi di fucile che si avvicinano; sono i cacciatori che accorrono appena in tempo per aiutare Pierino ed Ivan a catturare il loro lupo.
Oh che giorno felice!!! Pierino e Ivan vengono accolti nel villaggio come eroi, tutti sono felici…tutti meno Sasha, che sta pensando con grande tristezza alla sua amichetta Sonia, sbranata dal lupo.
Sbranata?
Ma no, eccola che sbuca dal tronco cavo come se niente fosse successo; il lupo era riuscito solo a strapparle qualche penna della coda!!Adesso sì che tutti sono felici e i festeggiamenti nella piazza del villaggio possono continuare!!

 

 

 

 

Ora, se vogliamo, possiamo ascoltare/vedere


un brano del mitico film di Disney… 

 

 

 VIDEO


 
 
 
Ciao dall’Orso… e buon ascolto-visione…
 
 
 .


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Arte e segreti – Scopriamo quelli della mitica opera del Bronzino… L’allegoria dell’amore e del tempo   Leave a comment




Spesso l’Arte ama nascondere pensieri… messaggi… segreti…
che solo pochi poi riescono a notare e comprendere in modo completo.
Questo, nella Storia dell’Arte, è proprio uno dei dipinti
più emblematici in questo senso…






In verità ciò, a mio parere, non vuol dire
che bisogna conoscer tutto lo scibile umano
per comprender un'opera d'arte
ma solo che ci sono tante letture
quante sono le nostre capacità di comprensione
dello spirito dell'autore e del mondo reale ed artistico 
in cui l'opera nasce.
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L’ALLEGORIA DELL’AMORE E DEL TEMPO

- ARTE E SEGRETI -

 

I PARTE

 

 

Agnolo Bronzino – dipinto da ignoto

 

 

In questo post analizzeremo questo famoso dipinto “manierista” che nasconde, dietro la fantastica ed abbagliante bellezza molto, ma davvero molto…, molto altro…
 
Ogni immagine che vediamo nel dipinto infatti non è per nulla casuale… ma ci lancia in modo evidente una serie di messaggi… per la verità non tutti, e non del tutto, decifrati… o decifrabili… 
 
Iniziamo dunque, grazie a quest’ampia analisi del Solimano, ricca anche di accenni storici e mitologici, ad approfondire quello che il Bronzino ci vuol dire…
 
Tony Kospan
 
 
  
 
L’Allegoria dell’Amore e del Tempo  

 

 
Il quadro più celebre di Agnolo Bronzino è “L’Allegoria dell’Amore e del Tempo“, attualmente esposto alla National Gallery di Londra.
 
Fu eseguito attorno al 1546, ed immediatamente mandato da Cosimo, duca di Firenze, a Francesco, re di Francia.
 
E’ certamente una allegoria, il titolo che ho riportato è quello più diffuso.
 

Così ne narra il Vasari: “Fece un quadro di singolare bellezza, che fu mandato in Francia al re Francesco, dentro il quale era una Venere ignuda con Cupido che la baciava, ed il Piacere da un lato e il Giuoco con altri Amori, e dall’altro la Fraude, la Gelosia et altre passioni d’amore”.
 

C’è qualche inesattezza, ma è comprensibile, il Vasari scriveva a memoria, il quadro era già in Francia da diverso tempo.
 
Se si dovesse scegliere l’emblema del manierismo maturo non c’è alcun dubbio, sarebbe questo quadro, considerato da molti un’opera di sensualità affascinante, ed il re di Francia lo gradì soprattutto per questo motivo, come ben sapeva quella volpe di Cosimo de’ Medici.


 
Ma è proprio così?

 

O, per meglio dire, è solo così?
 
Nel particolare che inserisco si vede un putto bellissimo che va spargendo petali di rose: è il simbolo del Piacere, su questo sono tutti d’accordo, fin dal Vasari, ma chi è la fanciulla assai bella – di una bellezza diversa – il cui volto si vede a fianco del putto?Il grande Erwin Panofsky ha dedicato alcune delle sue pagine più belle a quest’opera.
 
Racconto quale è la sua interpretazione, oggi quasi* (nota di Tony Kospan) universalmente condivisa.
 
 


 
Il Piacere (partic. by TK)
 
 

La fanciulla il cui bel volto sbuca dietro il putto, è piuttosto strana, se si cerca di guardarne il corpo, che in parte si nasconde sempre dietro il putto, e non è un caso. Perché la bella veste verde che indossa è in parte sollevata, ed appare un corpo squamoso, da pesce o da rettile. Più in basso, compariranno delle zampe con artigli ed anche una lunga coda. In una mano tiene un favo di miele, nell’altra cerca di nascondere un piccolo animale venefico.

Non solo, a ben guardare le due mani sono scambiate: la destra è una sinistra, e la sinistra una destra.

Qualche critico, fermandosi alla pelle squamosa, ha ritenuto che fosse una Arpia, ma sono le mani, a svelare l’identità: la mano cattiva che offre il dono, la mano buona che nasconde il veleno: una duplicità vertiginosa.

E’ la Frode (anche l’Inganno o l’Ipocrisia, secondo gli iconologi del ’500), la cui caratteristica fondamentale è proprio la duplicità: per questo il viso è bellissimo ed il corpo orribile, per questo le mani sono scambiate, per questo non sta in primo piano, ma si nasconde dietro al putto, che è il simbolo del Piacere e del Gioco.

Proprio negli anni in cui opera il Bronzino si diffonde il gusto dei labirinti: grafici, scolpiti, realizzati nei giardini, quasi a significare la perdita di senso, la difficoltà di trovare una risposta univoca: la Frode è una moderna Sfinge, più insidiosa di quella che incontrò Edipo.



 

 
L’inganno - La fanciulla dietro al putto (guardate le mani nell'imm. di sopra  n.T.K.)

 

 

Se si esamina il particolare in basso a destra del quadro del Bronzino, si scoprono altri aspetti di cui alcuni inattesi.

Non lo è il pomo nella mano (splendida!) di Venere, un dono che la dea intende offrire ad Amore o Cupido (si badi, è suo figlio, in quasi tutti i miti, e quindi c’è pure il coté incestuoso); tiene il pomo in modo che Cupido lo veda – però con l’altra mano tiene una freccia, che Cupido non può vedere, ma di ciò poi.

Si intravedono anche parte delle gambe della dea, che è di una bellezza non so dire se divina o diabolica, ed il Bronzino a questo voleva portarci, ad una ammirazione tanto forte quanto turbata.

 

 

 

Pomo, Gambe della dea e maschere (partic.)

 

 

Si vede che il putto ha una cavigliera ornata con campanelli, un motivo dell’antichità ellenistica che rimanda al Piacere ed al Gioco.

Si intravedono anche le zampe con gli artigli della bella fanciulla, la Frode, e la sua lunga coda, simile, diremmo noi, a quella di un enorme serpente a sonagli, che presumibilmente il Bronzino non conosceva (ma che strano, sonagli-campanelli!).

 

- Continua -

 

Autore testo Solimano – Impaginazione e presentazione di Tony Kospan

 

 
 

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