Buonanotte con la bella minipoesia… La tua nudità… di J. R. Jimenez   Leave a comment

 
 
 
Lorenzo Lotto – Venere e Cupido
 
 
 
LA TUA NUDITA’
- Juan Ramon Jimenez -

 
 
La rosa: la tua nudità fatta grazia.
La fonte: la tua nudità fatta acqua.
La stella: la tua nudità fatta anima.

 
Ti riconobbi.
 
 
 
 
 
Velasquez – Venere allo specchio
 
 
 

 
 
 
 

 
 
 
by Tony Kospan
 
 
 
 
 
 
 
 
 

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Le pazzesche invenzioni giapponesi… Non potremo farne a meno eh eh…   1 comment


 
 
 
Il panino per mangiare senza essere visti



 
 CORRIAMO A COMPRARLE!!! AH AH… Animoticon
 
 
 
 
Ombrello… TV
 
 
 
Ditemi quale è per voi la più…
simpatica
 

 
 
 
La T-Shirt Gratta schiena!
Per indicare con esattezza
dove vi prude, e dove farvi grattare !!!

 
 
 
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Ombrello raccoglitore d'acqua…

 
 
 
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Comoda spalmatrice di burro
 
 
 
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Giacche con aria condizionata
 
 
 
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La maschera del proprio volto
 
 
 
 
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L’ombrello integrale…
 
 
 
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Quando manca la mamma…
 
 
 
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Come mettersi il collirio negli occhi
 
 
 
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Strisce pedonali portatili

 
 
 
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LevaScarpe
 
 
 
 
 
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Masticometro

 
 
 
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Rossetto a… timbro…

 
 
 

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Maschera per rossetto
(per non sbagliare)

 
 
 
 
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 Ombrellini proteggi scarpe
 

 
 
 
 
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Come pulire i pavimenti senza stancarsi 
 
 
 
 
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Per dormir sulle gambe di una ragazza
 
 
 
 
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Cuscini per donne che non amano dormir da sole
 
 
 
 
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Assolutamente necessario poi
l'astuccio porta…banane…
Questa è poi l'ultima novità…
La cravatta-ombrello!







 
 
 
Ed infine il vero capolavoro…
Project Desk… che permette di guardare la tv sotto la scrivania
ed è stato realizzato da Saki Satom, nel 2005,
nella sua città  di residenza: Londra,
dove è ancora visibile presso la Gasworks Gallery.
 
 
 
 
 
 
Ciaoooooooooo e fatemi sapere…
quale preferite….
 
 
Nel caso… ve la… ordino… ah ah A bocca aperta
 
 
Tony Kospan
 
 
 
 
 
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Inviti superflui racconto di Dino Buzzati – Quando la narrativa è poetica e sublime   Leave a comment

 
 
 
 
 
 
 
Ho trovato questo racconto nel web… 
 
Mi ha davvero molto entusiasmato… 
e m'è apparso davvero fantastico…
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Mi ha quindi fatto venir il desiderio ed il piacere
 di condividerlo con voi. 
 
Ma non voglio anticipare giudizi…
posso solo dirvi di leggerlo con calma
e di gustarlo con calma e fino in fondo…
 
 
 
 

 
 
 
INVITI SUPERFLUI
Dino Buzzati
 
 
 
Vorrei che tu venissi da me in una sera d’inverno e, stretti insieme dietro i vetri, guardando la solitudine delle strade buie e gelate, ricordassimo gli inverni delle favole, dove si visse insieme senza saperlo.
Per gli stessi sentieri fatati passammo infatti tu ed io, con passi timidi, insieme andammo attraverso le foreste piene di lupi, e i medesimi genii ci spiavano dai ciuffi di muschio sospesi alle torri, tra svolazzare di corvi.

Insieme, senza saperlo, di là forse guardammo entrambi verso la vita misteriosa, che ci aspettava.Ivi palpitarono in noi per la prima volta pazzi e teneri desideri. “Ti ricordi?” ci diremo l’un l’altro, stringendoci dolcemente, nella calda stanza, e tu mi sorriderai fiduciosa mentre fuori daran tetro suono le lamiere scosse dal vento.

 
 
 

 

 

 

Ma tu – ora mi ricordo – non conosci le favole antiche dei re senza nome, degli orchi e dei giardini stregati. Mai passasti, rapita, sotto gli alberi magici che parlano con voce umana, né battesti mai alla porta del castello deserto, né camminasti nella notte verso il lume lontano lontano, né ti addormentasti sotto le stelle d’Oriente, cullata da piroga sacra. Dietro i vetri, nella sera d’inverno, probabilmente noi rimarremo muti, io perdendomi nelle favole morte, tu in altre cure a me ignote. Io chiederei “Ti ricordi?”, ma tu non ricorderesti.

Vorrei con te passeggiare, un giorno di primavera, col cielo di color grigio e ancora qualche vecchia foglia dell’anno prima trascinata per le strade dal vento, nei quartieri della periferia; e che fosse domenica. In tali contrade sorgono spesso pensieri malinconici e grandi, e in date ore vaga la poesia congiungendo i cuori di quelli che si vogliono bene.

 
 
 
 

 

 

Nascono inoltre speranze che non si sanno dire, favorite dagli orizzonti sterminati dietro le case, dai treni fuggenti, dalle nuvole del settentrione. Ci terremo semplicemente per mano e andremo con passo leggero, dicendo cose insensate, stupide e care. Fino a che si accenderanno i lampioni e dai casamenti squallidi usciranno le storie sinistre delle città, le avventure, i vagheggiati romanzi. E allora noi taceremo, sempre tenendoci per mano, poiché le anime si parleranno senza parola.

Ma tu – adesso mi ricordo – mai mi dicesti cose insensate, stupide e care. Né puoi quindi amare quelle domeniche che dico, né l’anima tua sa parlare alla mia in silenzio, né riconosci all’ora giusta l’incantesimo delle città, né le speranze che scendono dal settentrione. Tu preferisci le luci, la folla, gli uomini che ti guardano, le vie dove dicono si possa incontrar la fortuna. Tu sei diversa da me e se venissi quel giorno a passeggiare, ti lamenteresti di essere stanca; solo questo e nient’altro.

Vorrei anche andare con te d’estate in una valle solitaria, continuamente ridendo per le cose più semplici, ad esplorare i segreti dei boschi, delle strade bianche, di certe case abbandonate. Fermarci sul ponte di legno a guardare l’acqua che passa, ascoltare nei pali del telegrafo quella lunga storia senza fine che viene da un capo del mondo e chissà dove andrà mai. E strappare i fiori dei prati e qui, distesi sull’erba, nel silenzio del sole, contemplare gli abissi del cielo e le bianche nuvolette che passano e le cime delle montagne.

 
 
 

 

 

Tu diresti “Che bello!”. Niente altro diresti perché noi saremmo felici; avendo il nostro corpo perduto il peso degli anni, le anime divenute fresche, come se fossero nate allora. Ma tu – ora che ci penso – tu ti guarderesti attorno senza capire, ho paura, e ti fermeresti preoccupata a esaminare una calza, mi chiederesti un’altra sigaretta, impaziente di fare ritorno.

E non diresti “Che bello! “, ma altre povere cose che a me non importano. Perché purtroppo sei fatta così. E non saremmo neppure per un istante felici. Vorrei pure – lasciami dire – vorrei con te sottobraccio attraversare le grandi vie della città in un tramonto di novembre, quando il cielo è di puro cristallo. Quando i fantasmi della vita corrono sopra le cupole e sfiorano la gente nera, in fondo alla fossa delle strade, già colme di inquietudini. Quando memorie di età beate e nuovi presagi passano sopra la terra, lasciando dietro di sé una specie di musica.

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Con la candida superbia dei bambini guarderemo le facce degli altri, migliaia e migliaia, che a fiumi ci trascorrono accanto. Noi manderemo senza saperlo luce di gioia e tutti saran costretti a guardarci, non per invidia e malanimo; bensì sorridendo un poco, con sentimento di bontà, per via della sera che guarisce le debolezze dell’uomo. Ma tu – lo capisco bene – invece di guardare il cielo di cristallo e gli aerei colonnati battuti dall’estremo sole, vorrai fermarti a guardare le vetrine, gli ori, le ricchezze, le sete, quelle cose meschine. E non ti accorgerai quindi dei fantasmi, né dei presentimenti che passano, né ti sentirai, come me, chiamata a sorte orgogliosa. Né udresti quella specie di musica, né capiresti perché la gente ci guardi con occhi buoni.

Tu penseresti al tuo povero domani e inutilmente sopra di te le statue d’oro sulle guglie alzeranno le spade agli ultimi raggi. Ed io sarei solo. è inutile. Forse tutte queste sono sciocchezze, e tu migliore di me, non presumendo tanto dalla vita. Forse hai ragione tu e sarebbe stupido tentare. Ma almeno, questo sì almeno, vorrei rivederti. Sia quel che sia, noi staremo insieme in qualche modo, e troveremo la gioia. Non importa se di giorno o di notte, d’estate o d’autunno, in un paese sconosciuto, in una casa disadorna, in una squallida locanda.

 
 
 
 
 

 
 

Mi basterà averti vicina. Io non starò qui ad ascoltare – ti prometto – gli scricchiolii misteriosi del tetto, né guarderò le nubi, né darò retta alle musiche o al vento. Rinuncerò a queste cose inutili, che pure io amo. Avrò pazienza se non capirai ciò che ti dico, se parlerai di fatti a me strani, se ti lamenterai dei vestiti vecchi e dei soldi. Non ci saranno la cosiddetta poesia, le comuni speranze, le mestizie così amiche all’amore. Ma io ti avrò vicina.

E riusciremo, vedrai, a essere abbastanza felici, con molta semplicità, uomo con donna solamente, come suole accadere in ogni parte del mondo. Ma tu – adesso ci penso – sei troppo lontana, centinaia e centinaia di chilometri difficili a valicare. Tu sei dentro a una vita che ignoro, e gli altri uomini ti sono accanto, a cui probabilmente sorridi, come a me nei tempi passati. Ed è bastato poco tempo perché ti dimenticassi di me. Probabilmente non riesci più a ricordare il mio nome. Io sono ormai uscito da te, confuso fra le innumerevoli ombre. Eppure non so pensare che a te, e mi piace dirti queste cose.

 
 
 
 

 

 
 
 
 
 
Sì certo è un racconto…
ma come non accostarlo alle poesie sublimi?
 
Per me è straordinario il modo in cui,
pur non senza darlo a vedere… e quasi in sordina,
il racconto susciti in noi
emozioni… visioni… suggestioni… bellissime…
 
Ciao da Orso Tony 
 
 
 
 


 
 


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Cezanne – Emozioni e colori – Biografia.. capolavori ed analisi della sua arte – II PARTE   Leave a comment

 

 

 

 

 

 

In questa seconda parte cercherò di approfondire

la sua geniale e profonda ricerca pittorica

che sarà feconda anticipatrice dell'arte figurativa moderna.

 

 

 

PAUL CEZANNE

PADRE DELL'ARTE MODERNA

E POETA DEL COLORE

 

 

 

Autoritratto

 

 

 

II PARTE

 

 

 


Cezanne – Ritratto del padre

 

 

Da questa sua ricerca parte proprio la più grande rivoluzione del ventesimo secolo: la pittura cubista di Picasso.

Con il cubismo si perde completamente il primo termine della sintesi di Cezanne (visione-coscienza), per ricercare solo quella rappresentazione che ha la coscienza delle cose.

Perdendo il primo termine il cubismo romperà definitivamente con il naturalismo e la rappresentazione mimetica della realtà per introdurre sempre più l’arte nei territori dell’astrazione e del non figurativo.

 

 


La signora in blu – 1904

 

 

In Cezanne tutto ciò è però ancora assente.

Egli non perde mai di vista la realtà e il suo aspetto visivo.

Come per i pittori impressionisti, egli è del tutto indifferente ai soggetti.

Li utilizza solo per condurre i suoi esperimenti sul colore.

Ed i suoi soggetti sono in realtà riducibili a poche tipologie: i paesaggi, le nature morte, i ritratti a figura intera.

 

 

 

 

I paesaggi sono, tra la produzione di Cezanne, quella più emozionante e poetica.

Vi dominano i colori verdi, distesi in infinite tonalità diverse, tra cui si inseriscono tenui tinte di colore diverso.

Sono paesaggi che nascono da una grande sensibilità d’animo e che cercano nella natura la serenità e l’equilibrio senza tempo.

 

 

 

 

 

 

Le nature morte di Cezanne sono quasi sempre dominate dalla frutta.

Inconfondibili sono le sue mele che, come perfette sfere rosse, compaiono un pò ovunque.

 

 

 

 

In questi quadri gli elementi si pongono con grande libertà, cominciando già a mostrare le prime volute rotture con la visione prospettiva.

Cezanne è interessato solo ai volumi non allo spazio.

Tanto che egli affermò che tutta la realtà può essere sempre riconducibile a tre solidi geometrici fondamentali: il cono, il cilindro e la sfera.

Questa sua attenzione alla geometria solida ritorna anche nei suoi ritratti a figura intera, tra cui spiccano le composizioni delle Grandi Bagnanti.

 

 

 

Les grandes baigneuses (Le grandi bagnanti)

 

 

La sua tecnica pittorica è decisamente originale ed inconfondibile.

Egli sovrapponeva i colori con spalmature successive, senza mai mischiarle.

Per far ciò, aspettava che il primo strato di colore si asciugasse per poi intersecarlo con nuove spalmature di colore.

Era un metodo molto lento e meticolo, per certi versi simile a quello di Seurat e dei neoimpressionisti che accostavano infiniti e minuscoli puntini.

Cezanne è, tuttavia, molto lontano dai risultati e dagli intenti dei puntinisti.

Egli non ricercava una pittura scientifica, bensì poetica.

La sua rimane però comunque una pittura molto difficile da decifrare e spiegare.

Renoir di lui disse: «Ma come fa? Non mette neanche due macchie di colore su una tela, senza fare una cosa eccezionale!»

 

 

M.me Cezanne

 

 

La sua ricerca fu sempre estremamente solitaria e lontana dai clamori.

Anche per il suo carattere schivo e introverso condusse una vita molto ritirata nella sua Aix-en-Provence.

La sua attività di pittore è del resto contraddistinta da una insoddisfazione perenne.

Egli si sentiva sempre alla ricerca di qualcosa che non riusciva mai pienamente a raggiungere.

La sua scoperta e rivalutazione avvenne solo negli ultimi anni della sua vita.

 

 

Il grande pino

 

 

Nel 1904, due anni prima della morte, il Salon d’Automne espose le sue opere dedicandogli una intera sala.

Dal 1906, anno della sua morte, la sua eredità venne ripresa soprattutto dai cubisti che in Cezanne videro il loro precursore.

Oggi è considerato uno dei grandissimi di sempre…

 

 

Il ragazzo dal gilet rosso

 

 

 

F I N E

 

 

 

Immagini e testi da vari siti web – coordinam. e impagin. t.k.

 

 

Ciao da Tony Kospan

 

 

 

Chi desideri leggere la sua biografia,

una prima analisi della sua pittura

e vedere diversi altri suoi noti dipinti

 

 

 

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Solamente una vez (You Belong to My Heart) – Grande canzone poesia di Agustin Lara   Leave a comment

 

 

 

 

 

“Solamente una Vez” significa “una sola volta”,

ed è una canzone

meglio conosciuta come YOU BELONGS TO MY HEARTH

cantata da Elvis Presley, Connie Francis

e tanti altri in tutto il mondo.

 

 

 

 

 

E'  tutta messicana,

opera del compositore e poeta Agustin Lara.

 

 

 

 

 

 

IL TESTO

 

 

 

 

Non ho trovato una sola traduzione decente in italiano…

per cui, con mille difficoltà… e traduttori vari…,

 ho provato a farla io…

Se può, qualche amica/o di lingua spagnola

la migliori…

Grazie…

 

 

 

 

 

SOLAMENTE UNA VOLTA

Agustin Lara


 
Solamente una volta
Ho amato in vita mia
Solo una volta
E poi mai più.
 
Solamente una volta
nel mio giardino
splendeva la speranza
che illuminava la strada
della mia solitudine.

Solamente una volta
la mia anima si donava
in una dolce e totale rinuncia.
 
E quando questo miracolo…
l'incanto dell'amore
è avvenuto
c'erano campane a festa
che mi suonavano nel cuore

Traduzione Tony Kospan…

 

 

 

Ritratto di Diego Rivera

 

 

 

Questo primo video con la canzone solo in versione strumentale

è davvero molto interessante, inconsueto… e… bellissimo…

 

Le immagini del video (dipinti e murales)

sono del grande pittore Diego Rivera anch'egli messicano.

 

 

 

 

 

In quest'altro bel video poi possiamo, se ci va, 

 ascoltar la canzone nell'interpretazione di Bocelli…

 

 

 

 

 

Ciao da Tony Kospan

 

 

 

 

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Buon mercoledì in poesia.. Anche tu ami gli uccelli bianchi di A. Brandolini – arte.. F. Vallotton – canzone.. Volare   1 comment

 

 

Felix Vallotton – Donna che legge

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Una vita senza sogni

è come un giardino senza fiori.

G. Beese

 

 

 

Felix Vallotton – Il bacio

 
 
 
ANCHE TU AMI GLI UCCELLI BIANCHI
Alessio Brandolini
 
Anche tu ami gli uccelli bianchi
dalle ali morbide più del pane
per questo rubarti vorrei
alla fine d’un sogno e dell’estate
quando già si comincia a pensare
al ritorno al proprio quartiere
al monotono lavoro
ai problemi di tutti i giorni
alle leggi nefaste del governo
alle guerre e al fanatismo religioso.
Mi aspetti a un’ora insolita
con la mente che nuota
tra le onde e la schiuma
con le mani e i piedi nudi
che tracciano nodi nell’aria.
Oggi c’è qualcosa di strano
nell’odore salmastro del Tirreno
parla di te, di noi
unisce le nostre mani
i corpi nudi che tessono
trame dai colori precolombiani
un amore difficile, ma intenso.
 
 
 
 

Felix Vallotton – Cena sotto la lampada

 

 
 
da Tony Kospan
 
 
 
 
 
 
 

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Cezanne – Emozioni e colori – Biografia.. capolavori ed analisi della sua arte   1 comment

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E’ considerato l’iniziatore della modernità in pittura…,
primitivo di un’arte nuova,
un visionario che anticipò Cubismo e Astrattismo…




Paul Cezanne – I giocatori di carte



La luce è una cosa che non può essere riprodotta
ma deve essere rappresentata attraverso un'altra cosa,
attraverso il colore.
Sono stato contento di me, quando ho scoperto questo.
Cezanne



Paul Cezanne




C E Z A N N E
PADRE DELL'ARTE MODERNA
E POETA DEL COLORE



Paul Cezanne – Il castello di Medan



I PARTE


Paul Cezanne – Autoritratto
(Aix-en-Provence 19.1.1839 – Aix-en-Provence 22.10.1906)




BREVE BIOGRAFIA


Cezanne è il pittore più singolare ed enigmatico di tutta la pittura francese post-impressionista.

Nato nel meridione della Francia, proveniva da una famiglia benestante (il padre era proprietario della banca locale) e di lontane origini piemontesi.

Egli quindi ebbe modo di condurre una vita agiata, a differenza degli altri pittori impressionisti, e di svolgere una ricerca solitaria e del tutto indifferente ai problemi della critica e del mercato.

Negli anni giovanili dopo aver iniziato studi giuridici a Parigi si rese conto di non esser interessato ad essi bensì d'esser portato all'arte.
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Paul Cezanne – Pranzo all'aperto


Qui ebbe modo di venire a contatto con i pittori impressionisti della prima ora quali Pissarro, Degas, Renoir, Monet e gli altri.

Nel 1869 iniziò una relazione con una sartina Hortense Fiquet da cui ebbe un figlio Paul.

M.me Cezanne fu sempre la sua modella preferita…

Partecipò in quel periodo a diverse mostre ma sempre senza successo.

Egli poi, come gli altri impressionisti, si vide rifiutare le sue opere dalla giuria del Salon.

E però anche lui partecipò alla prima mostra che gli impressionisti tennero nello studio del pittore Nadar nel 1874.

A questa mostra egli espose la sua famosissima opera «La casa dell’impiccato a Auvers».




Paul Cezanne – La casa dell’impiccato a Auvers



Infatti, nella sua vita, al pari di Van Gogh, vendette una sola tela, e solo qualche anno prima di morire.




Paul Cezanne – Madame Cezanne



Nel 1878 il padre venuto a conoscenza della sua relazione con Hortense gli tagliò i viveri.

L'aiutò allora l'amico e già noto scrittore Emile Zola
 
Nel 1886 però rimase molto offeso, riconoscendosi nel personaggio di un pittore fallito descritto nel romanzo di Zola  “L'opera”,  e ruppe del tutto l'amicizia che durava da moltissimi anni.




Cezanne – Paul Alexis legge a Emile Zola un manoscritto – 1869


Nello stesso anno sposò Hortense facendo pace col padre… che poco dopo morì lasciandogli una grossa eredità.

Qualche anno dopo s'ammalò di diabete.

La pittura era comunque tutta la sua vita.

Nel 1896 si separò dalla moglie e partecipò a varie mostre grazie alle quali iniziò ad essere apprezzato ed ammirato soprattutto dai giovani pittori…
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Paul Cezanne – Ragazzo



Verso la fine del secolo ormai era diventato un pittore abbastanza noto.

Sopravvennero però difficoltà economiche e fu costretto a vendere la casa ed a vivere in affitto… ad Aix-en-Provence.

Riuscì però ad aprire uno studio oggi diventato museo.

Morì il 22 ottobre 1906 di polmonite… a 67 anni…

L'anno dopo la sua morte fu allestita a Parigi una retrospettiva dedicata alle sue opere che ebbe un grandissimo successo…

Iniziava il suo mito.





Paul Cezanne – Natura morta



L'ARTISTA



La sua adesione al movimento impressionista fu sempre distaccata.

La sua pittura fin dagli inizi si differenziava nettamente da quella di un Monet o di un Renoir.

Mentre questi ultimi erano interessati solo ai fenomeni percettivi della luce e del colore, Cezanne nelle sue opere porta integre le sue emozioni ed il riconoscimento delle forme e dello spazio.

Ma, per far ciò, egli non ricorse mai agli strumenti tradizionali del disegno, del chiaroscuro e della prospettiva, ma solo al colore.

La sua grande ambizione era di risolvere tutto solo con il colore, arrivando lì dove nessun pittore era mai arrivato: sintetizzare nel colore la visione ottica e la coscienza delle cose. 



Paul Cezanne – Martedì grasso – 1888




Nella pittura ci sono due cose: l’occhio e il cervello,
ed entrambe devono aiutarsi tra loro
Cezanne






FINE I PARTE


FONTI VARI SITI WEB – COORDIN E IMPAGINAZ. T.K



Continua…



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