Felice notte con la bella minipoesia… Il tuo arrivo… di Peter Cameron   Leave a comment

 
 
 
 
 
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IL TUO ARRIVO
Peter Cameron
 
Il tuo arrivo.
E poi il tuo ritorno.
Com'è possibile?
Sembra tutto così casuale,
così fragile.
Come un vetro
sul punto di rompersi.
 
 
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par Tony Kospan
 
 
 
 
 
 

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Pubblicato 29 novembre 2014 da tonykospan21 in BUONANOTTE IN MINIPOESIA

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Contemplo – Pessoa.. amante del sogno rivela però con questa sublime poesia i suoi dubbi   Leave a comment

 
 
 
 
 
 
 
Questa poesia non possiamo considerarla certo un inno al sogno,
anzi, ma certamente una sofferta riflessione di Pessoa
sul suo (e forse non solo suo) conflittuale rapporto con esso.
 
 
 
 
 
 
 
 
 
CONTEMPLO
- PESSOA -
DUBBIOSA POESIA SUL SOGNO


In questa Pessoa…  definito il
POETA DEL SOGNO
pare però nutrire per esso una specie di amore-odio. 
 






Anche qui, come sempre però, il grande poeta portoghese
osserva e scava in modo profondo dentro se stesso…
andando molto oltre il pensiero comune.


Lo possiamo leggere alla fine della poesia
quando si pone, mi pone e forse ci pone…
(nel “ci” coloro che amano il sogno)
 una tremenda ma inderogabile domanda… 
 
 
 
 
 
 
 
 
In vita Pessoa rimase un autore semi-sconosciuto
ma oggi è considerato
il più grande poeta portoghese moderno….
 
 
E’ uno dei poeti che amo di più…
sia per il culto del sogno… che lo pervade
che per la sua atmosfera  intimistica…,
anche se venata di pessimismo,
ma soprattutto per la sua capacità
di leggere in profondità nel suo e… nel nostro…
e nell'animo di tutti…
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
CONTEMPLO
Pessoa
 
 
Contemplo il lago silenzioso
che la brezza fa rabbrividire.
 
Non so se penso a tutto
o se tutto mi dimentica.
 
Nulla il lago mi dice
né la brezza cullandolo.
 
Non so se sono felice
né se desidero esserlo.
 
Tremuli solchi sorridono
sull’acqua addormentata.
 
Perché ho fatto dei sogni
la mia unica vita?
 
 
 
 
 
  

  
 Cosa ne pensate? 


Ciao da Tony Kospan
 
 
 
 
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UN MODO DIVERSO DI VIVER
LA POESIA (E NON SOLO)
NELLA PAGINA FB

 

 

 

Bell’articolo di F. Alberoni sull’energia nascente dal mal d’amore ed il miglior modo per… ripartire   Leave a comment

 
 
 
 
 
 
 
 
Una breve, ma molto interessante, analisi di Alberoni…
sulla grande creatività scaturente dalla sofferenza causata 
dal “Mal d’amore” e su come riprendere il cammino
dopo una delusione sentimentale…
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
LA POTENZA CREATIVA DEL… MAL D'AMORE
Francesco Alberoni

 
 
Quante volte mi hanno domandato:
«Come si fa a guarire di mal d’amore, smettere di soffrire se ti sei innamorato e non vieni ricambiato?».
Per rispondere ricordiamo che noi ci innamoriamo quando, stanchi del nostro attuale modo di essere, vogliamo realizzare altre nostre potenzialità e siamo pronti a ricominciare.
Allora ci innamoriamo di chi ci fa intravedere la nuova futura possibile vita.
Così si accende il processo di «stato nascente» in cui noi trasfiguriamo tanto il mondo che la persona amata.
Sentiamo di avere un’affinità profonda, metafisica, con lei e viviamo il nostro amore come qualcosa che contribuisce all’armonia del mondo, alla perfezione stessa del cosmo.
Perciò se chi amiamo ci dice di no, ci rifiuta, non riusciamo a capire, ci sembra qualcosa di assurdo, ma non sul piano psicologico, sul piano della struttura costitutiva dell’essere.
E’ un assurdo, un vuoto che ci portiamo dentro per anni.
E che può essere riempito definitivamente solo con un altro innamoramento ricambiato.
Ma allora non c’è nulla da fare contro il male d’amore?
No.
No perché, nello – stato nascente – , noi stavamo mutando, e le energie che volevano creare una nuova vita sono bloccate, ma ancora presenti.
Non possiamo realizzare una coppia amorosa, ma possiamo orientarle verso un’altra meta.
La terapia dell’innamoramento frustrato è una nuova attività creativa.
Goethe si era innamorato di Charlotre Buffe, quando la ragazza ha sposato un altro, ha pensato al suicidio.
Però, anziché suicidarsi, ha scritto il romanzo “I dolori del giovane Werther”, in cui un giovane si innamora di una ragazza che (guarda caso) si chiama Charlotte e quando lei sposa un altro, si suicida.
Goethe invece si salva.
Un altro esempio: nel 1883 Nietzsche si innamora di Lou Salomé, vuol sposarla ma lei lo respinge.
E’ sconvolto, fugge, ha degli incubi, è disperato.
Ma non si suicida, scrive di getto, in pochi giorni, un’opera straordinaria:
“Così parlò Zarathustra”.
Concludendo, per guarire da un innamoramento deluso, la terapia efficace sta nel continuare il processo di trasformazione già iniziato.
Anzi, nell’accelerare il cambiamento esplorando nuove strade.
Soprattutto impegnandosi in un grande compito che richieda lotta, lavoro, energia e creatività.
Solo così le forze liberate dall’innamoramento possono incanalarsi in un nuovo progetto.
E la nostalgia, il dolore, la rabbia, la volontà di riscatto o di vendetta diventano potenze costruttive.
 
 
 

 

 

 

Dal web – Impaginaz. T.K.

 

 

 

 

IL MONDO DELLA POESIA?

UN DIVERSO MODO DI VIVERLO

 
FANTMONDOPOESIA.jpg picture by orsotony21
 
 

La lunghissima storia della bambola dall’antichità alla… rivoluzione della Barbie   Leave a comment

 

 

La bambola è certamente

il giocattolo più antico del mondo.

 

 

Museo della Bambola di Angera

 


 PICCOLA STORIA DELLA BAMBOLA

 
 
 
 
 

 

Immagine antropomorfa, replica più o meno fedele dell’uomo, la bambola inizia la sua vicenda storica nella notte dei tempi e fin dall’antichità non manca di ispirare filosofi e poeti.


 
 
 
Per Callimaco, ad esempio, nell’”Inno a Cerere”, rappresenta l’emblema della fragilità  umana e la vicenda del protagonista consumato dalla fame insaziabile è paragonata a una bambola di cera che si scioglie al sole.
 
Plutarco, invece, esprime il dolore per la perdita della giovane figlia Timoxena attraverso la contemplazione delle sue bambole, ricordando i giochi della giovinetta e le cure che dedicava loro.
 
 
 

 
 
 
Il gran numero di bambole trovato nelle sepolture di bambine o giovinette, fin dall’epoca preistorica, fa pensare che si trattassero proprio di giocattoli e non di figure di culto, come in un primo tempo si pensava.
 
Molte dovevano essere fatte di stracci, come le nostre in lenci, altre in terracotta.






 
Più spesso in legno o avorio, con gli arti snodabili, connessi con filo metallico o perni in osso.
 
I particolari sono curatissimi, anche nella resa delle dita delle mani e dei piedi, fin nelle unghie.
 
E inoltre pettinate all’ultima moda. Talvolta vi è anche il corredo della bambola.
 


 
 
 
Per le fanciulle greche, poi, il passaggio dalla pubertà all’altare diventava tale con la consacrazione delle bambole ad Artemide: si trattava di un rito che simboleggiava la rinuncia al gioco, quindi all’infanzia e alla verginità, e veniva scandito da cerimonie solenni durante le quali le bambole e i loro corredi, unitamente agli altri giocattoli, venivano offerti alla dea.

Modellate in argilla o costruite in legno con gli arti snodati o in altro modo… le bambole nell’antichità facevano anche parte dei corredi funebri: ne sono state trovate infatti sia accanto a mummie egiziane che nei sarcofagi romani.

 


 
 
Erano ancora di pezza o di legno nel Medioevo ma nel Rinascimento, con il raffinarsi delle arti, anche le bambole conquistano eleganza e raffinatezza. 

Eleonora d’Aragona, duchessa di Ferrara e moglie di Ercole I, acquistò e inviò a Milano ad Anna Sforza, fidanzata undicenne di suo figlio Alfonso d’Este, una bambola con tutto il suo corredo contenuto in cassette e forzieri foderati internamente di seta.


 
Gli abiti erano opera nientemeno che del primo sarto di corte, Tommaso da Napoli, che realizzò per l’occasione vesti in velluto, damasco, taffettà e broccato d’oro, un tessuto che solitamente era riservato alla confezione dell’abito nuziale delle grandi dame.
 
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Anche presso la corte di Francia, nazione destinata poi a diventare capitale del giocattolo, c’erano usanze simili.

Nel 1571 la duchessa Claudia di Lorena ordinò le bambole più eleganti di Parigi per donarle alla figlia, appena nata, della duchessa di Baviera.

Nel fasto delle corti europee seicentesche le bambole, considerate doni eccentrici e oggetti di lusso, continuano a incuriosire soprattutto gli adulti e divennero le protagoniste anche di capricci “regali”.



 

 


Il futuro Luigi XIII si divertiva così tanto con tali balocchi che ne ricevette in dono una carrozza piena: rigide e imbustate in corsetti steccati, incorniciate da pesanti gorgiere così come dettava la moda del tempo, quelle bambole erano destinate a suggerire i continui balli e ricevimenti che si susseguivano a corte sancendo il connubio tra bambole e moda, l’una ideale messaggera dell’altra.


 

 


Nel XVIII secolo la bambola ha ormai acquisito identità e caratteristiche che ne fanno un oggetto del tutto autonomo.

Legata indissolubilmente alla moda, diviene manichino per provare le sontuose toilette, le acconciature e i gioielli in quelle corti ove i dettagli dell’abbigliamento devono essere ben studiati e dosati.

 

 

 

 

Ma è l’Ottocento il secolo d’oro di queste creature tanto affascinanti.

Passata la Rivoluzione Francese e tramontato l’Ancien Régime, la produzione delle bambole subisce il processo di industrializzazione in perfetta sintonia con le esigenze dei “tempi moderni”.

 

Angelo de Courten – Creatrice di bambole

 

E così vengono impiegati nuovi materiali, quali il biscuit e la porcellana lucida, soprattutto per la realizzazione della testa.

Grazie alla lavorabilità della porcellana, infatti, è possibile raggiungere effetti di grande raffinatezza soprattutto nei particolari della decorazione del volto.





bambola in bisquit Francia 1880
 
 

La finitura con uno strato di vernice lucida steso prima della cottura, infatti, dà ai loro visi quella lucentezza che le caratterizza ancora oggi e che, unitamente al gusto del dettaglio nella scelta di accessori raffinati come gioielli, guanti e cappelli, le rende veri e propri oggetti da collezionare: esse portano con sé tutto il fascino e l’atmosfera magica di un nostalgico passato che sono, in fondo, l’essenza stessa della bambola.


 

bambole tipo lenci

 

bambola tipo lenci


 

Ma veniamo al '900 ed alle bambole tipo Lenci.

Questo genere di bambole prende il nome da una famosa ditta Torinese… ma si diffuse in tutto il mondo.

Essendo costituite soprattutto da stoffe avevano come principale caratteristica il poterle lavare…

 

Bambola americana dei primi del ’900

 

 

CURIOSITA' SULLE BAMBOLE

 

Contese a suon di milioni nelle numerose aste internazionali tra i collezionisti sparsi in tutto il mondo, le bambole, specialmente quelle antiche prodotte tra l’inizio del XIX secolo e i primi anni del XX, sono oggetti misteriosi il cui fascino è tuttora fonte di interminabili e dotte disquisizioni.

Infine è da ricordare che in una stradina della  vecchia Napoli esiste un vero e proprio Ospedale per bambole rotte…

 

 

 

LA BAMBOLA OGGI

 

LA RIVOLUZIONE DI BARBIE
BAMBOLA CULT DEGLI ULTIMI 50 ANNI
 
 
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 La bambola più venduta al mondo, vera icona di più generazioni di bambine e non, nasceva infatti il 9 marzo del 1959 negli Stati Uniti dalla casa di produzione di giocattoli “Mattel” e da subito fu un successo planetario.
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 Barbie è diventata il simbolo del glamour, con i suoi accessori sempre alla moda e la possibilità di cambiare look a secondo delle tendenze, immersa nel suo mondo perfetto, sempre sorridente.
 
 
 
 
 
 
 Nell’universo “Barbie” è stato sempre presente il fidanzato storico Ken, ma negli ultimi anni è sparito a favore di una immagine più aggressiva, da single… rampante, della bionda.
 
 
 
 
 
 
E come non ricordare i cavalli sempre bellissimi o le “sorelle” di varie razze e colore per cercare di espandere sempre più la bambola in giro per il mondo.
 
 
 
 
 
 
La storia della bambola…
continua… e continuerà… certamente…
finché nel mondo ci saranno bambine…
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CIAO DA TONY KOSPAN

 

 

DA VARI SITI  WEB – COORDIN. LIBERO ADATTAM. E IMPAGIN. ORSO TONY


IN CASO DI COPIA RIFERIRE ALMENO IN MODO CHIARO DA DOVE IL POST E' STATO COPIATO!!!!

 

 

 

mini fleurmini fleur
ARTE MUSICA POESIA CINEMA ETC
I N S I E M E


 

Buon W. E. in poesia.. Insieme di R. Verzelloni – arte – G. Seignac – canzone.. La cura di Battiato   1 comment

 
 
 
Guillaume Seignac

 

 

 

 

 

 

 

 Nel vero amore è l’anima che abbraccia il corpo.

Friedrich Nietzsche 

 

 

 

 

 

Guillaume Seignac

 

 

 

I N S I E M E

~ R. Verzelloni ~

 

Giocheremo a piedi nudi

sulle onde del mare,

raccoglieremo fiori

sui rami del sole,

danzeremo sulle foglie vellutate

delle nuvole in cielo,

ascolteremo la melodia

della sabbia dorata,

fiuteremo l’aroma

della pioggia primaverile.

Tutto questo lo vivremo insieme,

tenendo i nostri cuori per mano,

uniti dallo stesso destino

fatto da lacrime di gioia.

E come anime vaganti

rigonfie di emozioni

ci fermeremo solo un attimo

ad osservare

chi non capisce e

chi non potrà mai capire

cosa vuol dire

……

amare.

 
 
 

 

Guillaume Seignac

 

 

 

 

 

 

da Orso Tony

 

 

 

 

 

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Felice notte in minipoesia con… Il signore andato via… di Vivian Lamarque   2 comments

 

 

 

Magritte

 

 

 

IL SIGNORE ANDATO VIA

Vivian Lamarque

 

Era un signore andato via.

A lei qui rimasta tantissimo mancava.

La traccia da lui lasciata segnava ovunque

intorno a lei l’aria.

Come un quadro spostato

per sempre segna la parete.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Il Faro – Poesia di Tony Kospan   1 comment

 

 




IL FARO
Tony Kospan


 
A mò di quercia te ne stai..
tra le rocce… saldo
ai flutti accanto
con l'occhio tuo fanale
senza sosta il mar scrutando…
 
Faro…
seconda polar stella
ai naviganti… caro sempre…
faro…
pulsante…lucerna 
pur ai poeti… caro sempre
tu
metafora poi sei dell'esistenza nostra.
 
Nei momenti di gran babele
al tuo silenzio ci affidiamo…

Nei momenti d'oscuri assilli
il tuo chiarore ricerchiamo…
 
Metafora sei pur della mia vita
tu ideale di salvezza fermo e forte,
a te m'ispiro a volte,
per esser raggio pur'io di luce
per chi accanto a me l'anela…
 
A te però mi rivolgo anch'io
quando sperduto naufrago
tra i perigliosi gorghi della vita…
in cerca vado della giusta via…


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Ora ecco il bel video creato da una cara amica virtuale,

che ringrazio di tutto cuore, dedicato a questa mia modesta poesia…

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Tony Kospan

 

 

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